Cosa facciamo / Attività

/Cosa facciamo / Attività
Cosa facciamo / Attività 2016-11-11T16:24:57+00:00

Attività previste nel 2015

1. RICERCHE SCIENTIFICHE


1.1 – Che Genere di Cittadinanza? Voci dalla sponda Sud del Mediterraneo (II anno)

OBIETTIVO  DEL PROGETTO

  • Identificare i cambiamenti teorici e pratici, se ci sono stati, che hanno investito la categoria di ‘cittadinanza’ nel pre e post Primavere Arabe attraverso l’esperienza e lo sguardo delle donne.
  • Analizzare il ruolo giocato dai movimenti di donne (religiosi e non) durante e dopo le Primavere Arabe e, più in generale, all’interno dei processi di democratizzazione.
  • Implementare la comprensione degli effetti dei processi di democratizzazione in Egitto e Tunisia e Marocco, paesi diversamente ma ampiamente coinvolti nei sommovimenti politici.
  • Identificare e stimare i bisogni specifici delle donne e la loro agenda.
  • Offrire gli strumenti per contribuire all’empowerment dei network femminili e dei gruppi nella società civile rafforzando i contatti e gli scambi tra donne religiose e non religiose, europee e africane potenziando la dimensione transnazionale.
  • Valutare l’efficacia del sostegno dato dalla comunità internazionale (politico e finanziario)
  • Analizzare il potenziale dei new media (Facebook, Twitter etc.) nell’agevolare la partecipazione delle donne ai processi di democratizzazione e alla prevenzione dei conflitti.
  • Diffondere i risultati nelle comunità politiche e accademiche e all’interno della società civile nella zona della sponda sud del Mediterraneo e in Italia.

DESCRIZIONE DEL PROGETTO

Gli avvenimenti comunemente noti come Primavere Arabe hanno messo in luce il vivace protagonismo delle donne, religiose e non, nella lotta al dispotismo e nell’affermazione di principi e pratiche democratiche. Ad un anno dai sommovimenti, però, la situazione appare per varie ragioni in una preoccupante impasse dove soprattutto lo status e la condizione delle donne sembrano essere  particolarmente incerti e subire gli attacchi più pesanti. Le voci delle attiviste che hanno partecipato alle proteste, dunque, saranno la cartina di tornasole per analizzare e fare un bilancio dell’effettivo avvio e realizzazione di dinamiche democratiche nel post Primavere Arabe in Tunisia, Egitto e Marocco, paesi che, in modi differenti, sono stati ampiamente coinvolti nei profondi sommovimenti socio-politici della sponda sud del Mediterraneo. La lente di genere, in altre parole, offre uno sguardo capace di rilevare eventuali anomalie e disfunzioni dei processi politici e di indicare possibili percorsi verso una piena cittadinanza delle donne.

Il presente progetto intende dunque ricostruire tale quadro a partire dalla voce delle protagoniste, adottando così una prospettiva dal basso che facendo interagire le varie narrative, si ponga come elemento di empowerment verso i soggetti femminili. Questi infatti, seppur cruciali, tendono a rimanere marginali rispetto al mainstream politico. Il progetto ricostruisce allora la partecipazione femminile attraverso le voci stesse delle donne per meglio comprendere le eventuali variazioni che hanno toccato il loro status di cittadine. Entro questa cornice, particolare attenzione sarà accordata al rapporto tra identità religiosa e identità politica: in contesti come Egitto, Tunisia e Marocco, caratterizzati da un’alta visibilità, anche politica, di gruppi religiosi (quali rispettivamente I fratelli Musulmani, Ennhada e il Partito di Giustizia e Sviluppo), e da situazioni di instabilità sia a livello istituzionale sia sociale, il nesso tra politica, religione e genere è cruciale per analizzare i processi di democratizzazione. A tal proposito, il progetto esplora le interazioni e/o le contrapposizioni lungo la direttrice religiosa/‘secular’ chiedendosi se le rivendicazioni democratiche portate avanti dalle donne abbiano trovato nell’appartenenza religiosa un ostacolo all’individuazione di un terreno comune di lotta e partecipazione. Anche in virtù del ruolo cruciale che i new media quali Facebook e Twitter hanno svolto nelle mobilitazioni, l’intento sarà quello di combinare l’analisi degli spazi fisici e virtuali di interazione tra le donne, con il duplice obiettivo di approfondire la comprensione dei processi avvenuti e ancora in corso ma anche di individuare punti di forza e di debolezza di ciascuna sfera di comunicazione. Si intende in questo modo fornire uno strumento di supporto alle donne coinvolte per migliorare le loro interazionioni e, più in generale, il loro ruolo nei processi di democratizzazione. Inoltre, poichè i sommovimenti socio-politici nella costa sud del Mediterraneo mostrano una interessante corrispondenza con analoghe dinamiche in atto in Europa, dove le donne musulmane sono sempre più visibili nella sfera pubblico-politica, il progetto intende assumere una prospettiva transnazionale, sollecitando e alimentando un dialogo e un confronto tra attiviste, religiose e non, che operano in contesti differenti. Anche in questo caso, l’obiettivo è quello di potenziare sia la comprensione dei processi in atto sia di implementare l’efficacia di azione delle  donne, offrendo uno spazio di incontro sia fisico (organizzazione di un workshop in Italia) sia virtuale (creazione di un blog). Consapevoli dell’importanza di leggere le varie esperienze in chiave comparativa e, dunque, dell’imprescindibilità sia a livello teorico sia pratico della dimensione transnazionale, sarà ulteriore obiettivo del progetto quello di far emergere, dalle voci delle attiviste, i limiti e le potenzialità del ruolo giocato dall’Unione Europea e dalle ONG nel periodo Post Primavere Arabe. In tal senso la ricerca intende, attraverso un approccio bottom-up, fornire indicazioni che possano essere di orientamento per quei soggetti che, operando nei contesti coinvolti, vogliano rendere la propria azione più efficace, inclusiva e democratica. Il Forum per i problemi della Pace e della Guerra può mobilitare studiosi e ricercatori che da tempo si occupano di conflict resolution, democratizzazione dei paesi arabi e delle tematiche modernità-secolarizzazione. Infine le operatrici Carla Fronteddu e Alessia Belli si occupano da anni di tematiche di genere, in particolare della relazione tra identità di genere ed identità religiosa e tra genere e cittadinanza con particolare attenzione al confronto fra sponda sud e nord del Mediterraneo.

Il progetto si articolerà nelle seguenti fasi:

  • Literature review su cittadinanza di genere nei paesi della costa sud del Mediterraneo (parallelo con la situazione italiana).
  • Mappatura dei network femminili nei paesi coinvolti (e in Italia).
  • Interviste ad attiviste (religiose e non) in Tunisia, Egitto e Marocco.
  • Analisi delle interviste.
  • Individuazione claims a partire dalle interviste raccolte.
  • Creazione e mantenimento di un blog che diffonda l’obiettivo, le tappe e i progressi della ricerca e che ospiti un forum di discussione.
  • Organizzazione di un workshop in cui verranno presentati i risultati della ricerca. Tale evento costituisce un’ importante occasione di incontro tra le donne.
  • Il workshop intende offrire  indicazioni di policy making.
  • Valutazione degli aiuti politici e finanziari della comunita’ internazionale da parte delle stesse donne.
  • Individuazione delle loro necessità.

1.2 – Giovani musulmane di seconda generazione e cittadinanza di genere (II anno)

OBIETTIVO  DEL PROGETTO

  • Individuare gli ostacoli presenti sul percorso del riconoscimento della cittadinanza italiana alle seconde generazioni da una prospettiva di genere.
  • Ascoltare la voce delle giovani musulmane di seconda generazione per indagare la relazione tra identità religiosa, genere e cittadinanza.
  • Portare alla luce problematicità, valenze positive ed esigenze.
  • Individuare le strategie e le forme di mobilitazione messe in campo dalle seconde generazioni e portare alla luce il ruolo delle giovani donne.
  • Creare un luogo di dialogo sia virtuale (blog).
  • Organizzare un workshop, per offrire uno spazio neutro di confronto in cui gli obiettivi ed i risultati del   presente progetto vengano condivisi e messi alla prova dei feedback delle giovani di seconda generazione.
  • Diffondere i risultati della ricerca nella comunità politica, nella società civile e nelle comunità accademiche.

DESCRIZIONE DEL PROGETTO

Nelle contemporanee società globalizzate la rilevanza delle seconde generazioni è destinata ad aumentare, oltre che sul piano demografico, su quello sociale, economico, culturale e politico. In Italia, in stridente anacronismo rispetto ai cambiamenti introdotti dalla globalizzazione e dai significativi flussi migratori, la legge sulla cittadinanza (legge n. 91 del 1992) è fondata sullo ius sanguis e non sullo ius solis. I figli di immigrati sono dunque costretti a vivere l’ambigua condizione di “stranieri” nel Paese in cui sono nati; italiani de facto ma non de iure.

La consapevolezza della rilevanza delle seconde generazioni e della problematicità del sistema normativo italiano sono alla base del presente progetto. La ricerca intende infatti indagare le problematiche legate all’accesso alla cittadinanza delle seconde generazioni da una prospettiva di genere. Sebbene negli ultimi anni siano emersi interessanti studi sulle questi nuovi soggetti sociali è pressoché assente uno sguardo che faccia emergere la specificità di genere in questo processo. La ricerca darà quindi voce alle giovani musulmane di seconda generazione per capire come l’identità religiosa e il dato di genere influiscano sulle possibilità e le prospettive sociali, come questi dati interagiscano con lo status e le aspettative di cittadinanza, come giudicano la relazione tra identità religiosa e cittadinanza, quali sono le prospettive, le problematicità e le esigenze. Il progetto, in sintesi, vuole esplorare le valenze positive e le criticità dell’interazione tra la dimensione identitaria e religiosa e quella di genere nel percorso di accesso alla cittadinanza.

La prima parte del progetto si articola in due parti: la prima ricostruisce il contesto di riferimento, e offre una definizione di seconda generazione tenendo conto della complessità di questo nuovo soggetto sociale e dei rischi di semplificazione. La seconda ricostruisce il quadro normativo tenendo conto sia dei provvedimenti adottati dall’Unione Europea sia della normativa italiana.

La seconda parte del progetto prevede due fasi. La prima è dedicata alle interviste di giovani musulmane di seconda generazione nelle città di Milano, Bologna e Firenze. La seconda fase è destinata all’analisi qualitativa del materiale raccolto durante le interviste, per portare alla luce valenze positive, criticità e richieste.

La terza parte è dedicata alla creazione di due spazi di confronto. Il primo, virtuale, consiste nella creazione di un blog che, oltre a pubblicare le fasi ed i progressi della ricerca, ospiterà un forum di discussione dove alimentare il dibattito su cittadinanza-genere-dimensione identitaria/religiosa. Il secondo spazio di confronto consiste in un workshop, durante il quale i risultati della ricerca verranno messi alla prova del feedback delle giovani musulmane di seconda generazione contattate attraverso le interviste, l’individuazione dei network delle seconde generazioni e attraverso lo strumento del blog.

Nello specifico il progetto si articola nelle seguenti tappe:

  • Literatura review su:
    • contesto di riferimento e seconde generazioni in Italia.
    • quadro normativo che tenga conto sia dei provvedimenti adottati dall’Unione Europea sia della normativa italiana.
    • interviste a giovani musulmane italiane di seconda generazione. Interviste condotte a Milano, Bologna e Firenze su un campione di ragazze tra i 17 e i 30 anni.
  • mappatura dei network dei giovani di seconda generazione da coinvolgere nel progetto a cominciare dai network presenti in rete come ad esempio yalla-il blog delle seconde generazioni; la rete G2-seconde generazioni, LIFE (un’associazione femminile di Ravenna che fa lavoro sul territorio di connessione con altre associazioni di donne)  www.lifeonlus.org; l’ADMI (www.admitalia.org), prima associazione di donne musulmane riconosciuta in Italia; GMI (Giovani musulmani d’italia) www.giovanimusulmani.it
    – queste associazioni sono fondamentali per lavorare su tre temi chiave: il rapporto tra autoctone musulmane e nuove musulmane, la prima generazione, e le seconde generazioni.
  • studio su Literature review ed interviste.
  • individuazione problematicità e claims a partire dalle interviste raccolte.
  • creazione e mantenimento di un blog che divulghi l’obiettivo, le tappe e i progressi della ricerca e che ospiti un forum di discussione.
  • organizzazione di un workshop durante il quale i risultati del progetto verranno messi alla prova dei feedback dalle giovani di seconda generazione.

 

2. FORMAZIONE


2.1 – Corsi di formazione su tematiche di politica internazionale

  1. Finalità
    Scopo dei corsi è l’arricchimento delle conoscenze e degli strumenti concettuali a disposizione dei cittadini per la comprensione delle questioni di politica internazionale che costituiscono l’oggetto dell’attività di ricerca e formazione del Forum per i problemi della pace e della guerra.
  2. Destinatari
    I corsi hanno carattere divulgativo e si rivolgono ad un pubblico generico di persone interessate ad una maggiore conoscenza dei problemi di politica internazionale e ad una partecipazione più consapevole al dibattito pubblico intorno ad essi. Si può pensare anche al coinvolgimento degli alunni delle ultime classi delle secondarie superiori presenti sul territorio, e in ogni caso si cercherà un rapporto con le associazioni presenti e operanti sul territorio, al fine di offrire contributi formativi su temi su cui esista già un interesse.
  3. Contenuti
    I corsi si articolano in 8-10 incontri dedicati ai principali aspetti del tema in questione. Ciascun incontro prevede una lezione frontale di circa 45 minuti – 1 ora seguita da un’altra ora di discussione e approfondimento con domande e risposte.
  4. Strumenti
    Saranno predisposte piccole dispense, fotocopie di articoli e brevi saggi, schede informative necessarie ad una migliore comprensione degli argomenti di volta in volta affrontati.
  5. Tempi
    Le lezioni hanno cadenza settimanale.
  6. Organizzazione
    I corsi saranno essere organizzati dal Forum per i problemi della pace e della guerra  – ente di ricerca con sede a Firenze da anni impegnato nello sviluppo di ricerche multidisciplinari su problemi di politica internazionale -, dai comuni della provincia di Firenze e dalle associazioni operanti sul territorio interessate ai temi di politica internazionale.

2.2 – Corso di geopolitica

XVI Corso di Geopolitica, 2015 – India, una potenza unica e plurale

In collaborazione con il Circolo “Vie Nuove”

  • Lunedì 2 febbraio 2015 – La politica dell’Italia: parentele, incidenti e affari
    L’India è una grande potenza, lontana ma non troppo. Negli ultimi tempi contrasti di vario tipo, culminati nella vicenda dei marò, hanno complicato le relazioni dell’Italia col governo di Nuova Delhi. Il ruolo politico dell’italiana Sonia si è rivelato un ostacolo più che un vantaggio. L’Italia deve trovare una politica che gli permetta di gestire in modo adeguato i rapporti con un attore politico ed economico di livello mondiale. In questi rapporti non devono esserci sottintesi né complessi di inferiorità o di superiorità?
    Tavola rotonda con Antonio Armellini (ISIAO, già ambasciatore italiano in India); Marta D’Assù (Aspen Institute, ex-viceministro degli Esteri); Danilo Taino (inviato del Corriere della Sera). Modera Gian Paolo Calchi Novati.
  • Lunedì 9 febbraio 2015 – Una storia di popoli, dinastie e dominazioni
    Michelguglielmo Torri (Università di Torino)
    L’eredità storica con i suoi valori comuni, ma anche con le sue disparità. un paese ricco di popoli, culture e religioni. L’ultimo stato indiano prima dell’avvento del colonialismo britannico, accanto alla Confederazione dei Marathi, era l’impero moghul, retto da sovrani di lingua persiana e religione musulmana. L’esperienza coloniale come processo di modernizzazione forzata. la rivolta dei Sepoy: prima guerra d’indipendenza o soprassalto di arcaismo? I due progetti contrapposti del Congresso e della Lega musulmana. L’indipendenza e la spartizione.
  • Lunedì 16 febbraio 2015 – Nascita, sviluppo e problemi della più grande democrazia del mondo
    Elena Borghi (Istituto Universitario Europeo)
    I due padri della patria, Ghandi e Nehru. Il potere centrale e gli stati federati. Le scelte politiche ed economiche di uno stato indipendente. Il Partito del Congresso ha detenuto a lungo il potere con la dinastia Nehru-Ghandi, che si è prolungata fra successi e drammi con Indira. Un modello modernizzante, secolarizzato e inclusivo. Il sistema politico ha garantito l’eguaglianza al di là delle differenze di genere, casta o identità?
  • Mercoledì 18 febbraio 2015 – Proiezione del documentario di Shravan Katikaneni: Chronicles of a temple painter
    In collaborazione con il “River to River” Florence Indian Film Festival.
    Vincitore del “River to River Doombo Audience Award” nella sezione documentari 2014.
    Durata 50′, lingua inglese, b/n, India, 2014 – Sceneg. e montaggio di Shravan Katikaneni Intrpreti: Papalal Ravi.
    Il 25 agosto 2007 a Papalal, una coppia hindu salva una bambina mussulmana di quattro anni da una bomba scoppiata a Hyderabad. Da allora, marito e moglie se ne sono presi cura come fosse una figlia. Tutto questo scatena però le opposizioni delle altre famiglie hindu  per ragioni di natura religiosa.
  • Lunedì 23 febbraio 2015 – La vera natura del partito induista al potere
    Marina Forti (giornalista, già redattrice del Il Manifesto)
    Finita l’era della famiglia Nehru-Ghandi, segnata dal predominio del Congresso, è scoccata l’ora del fondamentalismo. Il Bharatiya Janata Party, che ha vinto le elezioni del 2014 sconfiggendo il Congresso, si propone di cambiare il volto dell’India. Il capo del governo, Nerendra Modi, è stato definito “un populista high tech”. Saranno abolite le tracce residue di dirigismo e protezionismo che risalgono alla politica del Congresso? La “rivincita” dell’induismo rimetterà in discussione lo status delle minoranze piccole o grandi?
  • Lunedì 2 marzo 2015 – La questione islamica e i rapporti con il Pakistan
    Elisa Giunchi (Università di Milano)
    La spartizione fra India e Pakistan al momento dell’indipendenza e le sue conseguenze. In India è rimasta una consistente minoranza di musulmani, mentre è nato uno stato per gli indiani di fede islamica. La secessione del Pakistan orientale, dalla quale è nato il Bangladesh, ha ridotto solo in parte il contrasto fra i due stati. Il problema del Kashmir, diviso fra i due stati ma rivendicato dal Pakistan, è il punto dolente di un contrasto alimentato dalle rivalità geopolitiche fra i due paesi.
  • Lunedì 9 marzo 2015 – Una politica estera globale con una preferenza per l’Oriente
    Simonetta Casci (Università di Pavia)
    Il governo Modi ha iniziato una grande offensiva per rafforzare il ruolo dell’India nel mondo. La sua posizione strategica la fa partecipe di un vasto scenario che dal Medio Oriente si estende all’Oceano Indiano e all’Asia orientale passando per la periferia della Russia. Come membro del gruppo BRICS, l’India partecipa alle logiche che ispirano il Sud globale nell’economia e nella politica mondiale ma è anche impegnata in una contesa per l’egemonia in Asia da una parte con la Cina e dall’Altra con il Giappone. La grande novità della visita di Obama.
  • Lunedì 16 marzo 2015 – Una economia immensa e variegata alla ricerca del proprio ruolo
    Claudio Zanier (Università di Pisa)
    Le ferite lasciate dal periodo coloniale e dalla guerra fredda. La crescita economica alle prese con contraddizioni e diseguaglianze. Il grado di internazionalizzazione. I segreti e i limiti di un successo. Città e campagne. I settori trainanti. Le condizioni del lavoro salariato e il mondo sterminato dell’informale. E’ possibile un paragone con la Cina riguardo ai due scenari Nord – Sud e Sud – Sud?
  • Lunedì 23 marzo 2015 – Una cultura postcoloniale e transnazionale
    Piergiorgio Solinas (Università di Siena)
    Partendo dai Subaltern Studies, dall’impostazione neo-gramsciana di una certa ricerca storica e dagli studi sociali in generale, saranno affrontati il rapporto fra casta e classe e le concezioni connesse alla nozione di gerarchia. L’identità post-coloniale e le dinamiche culturali dell’intreccio fra religione e società. Alla critica militante di Dipesh Chakrabarty e Gayatri Chakravorty Spvak si accompagnano l’attacco all’eurocentrismo e la presa di coscienza attorno alle questioni di genere, delle esclusioni e del “risarcimento” nel quadro di una crescita economica e scientifica accelerata (la bomba atomica, il satellite inviato verso Marte, i farmaci contro l’Aids) e sullo sfondo di nuove immagini e nuovi conflitti intorno all’identità nazionale.

2.3 – Corso di formazione per studenti paesi MENA

Costruire le democrazie. Il Medioterraneo in transizione tra identità, cultura e istituzioni (II edizione)

Settembre-dicembre 2015 / In collaborazione con il Dipartimento di  Studio sullo Stato, Università di Firenze 

DESTINATARI

  • Studenti, neo-laureati e dottorandi dell’area MENA iscritti alle università toscane  (previa selezione tramite bando).
  • Altri studenti delle università toscane (previa iscrizione).
  • Soggetti altri: operatori della comunicazione, educatori, professionisti della cooperazione (previa iscrizione).

SOGGETTI ATTUATORI

  • Forum per i problemi della pace e della guerra
  • Dipartimento di Studi sullo Stato, Università di Firenze
  • Master di II livello in Mediterranean Studies, Università di Firenze
  • Fondazione Intercultura

OBIETTIVI DEL CORSO

In un’ottica di sostegno ai futuri dirigenti e leader dei paesi coinvolti in processi di democratizzazione e decentramento nei paesi dell’area MENA (Medio Oriente e Nord Africa) e tenendo in considerazione che le istituzioni democratiche possono assumere forme diverse in funzione del contesto socio-culturale in cui si sviluppano, il progetto si propone di realizzare un corso di formazione rivolto agli studenti provenienti da paesi Mena e iscritti alle università toscane, con lo scopo di promuovere l’analisi e l’approfondimento di temi relativi alla costruzione di un percorso di democratizzazione. Attraverso un approccio interdisciplinare e utilizzando le qualifiche e le esperienze di docenti, ricercatori, associazioni e addetti ai lavori afferenti al Forum dei problemi della pace e della guerra e alle università presenti nella regione Toscana, il corso di formazione si propone di fornire gli strumenti e la definizione di obiettivi comuni fondati su valori condivisi, che vadano oltre la diversità dei contesti socio-culturali. Verranno affrontati temi quali la promozione di una cittadinanza attiva, la formazione civica, la globalizzazione, la teoria dei diritti civili, l’equilibrio fra poteri nelle moderne democrazie, la giustizia di transizione, la cooperazione decentrata, la funzione dei media e il ruolo della donne nelle società in cambiamento. Una particolare attenzione sarà rivolta alla valutazione di alcuni case studies,  sia nazionali che internazionali, nel tentativo di incoraggiare nel contempo un dialogo costruttivo tra le parti interessate.

STRUTTURA DEL CORSO

All’interno del modulo di 120 ore si svolgeranno lezioni sui temi individuati come centrali; a ogni lezione sarà abbinato un laboratorio di attività interattivo, con casi di studio proposti sotto forma di seminari, animati da esperti e operatori del settore. Ogni lezione e il relativo laboratorio saranno pensati in funzione della specificità del caso tunisino.

 

3. CONVEGNI E DIVULGAZIONE SCIENTIFICA


3.1 – Convegni internazionali

La chiesa e le religioni

Convegno internazionale in occasione del 100° l’anniversario della 1a guerra mondiale. Convegno internazionale previsto per ottobre 2015. Programma da definire


3.2 – Seminari, conferenze e workshop

Saranno organizzate iniziative pubbliche e seminari e workshop su temi, anche ma non esclusivamente di attualità, che emergeranno durante l’anno. Continueranno  le iniziative di divulgazione nelle scuole,  nei quartieri fiorentini e nei comuni della provincia e delle provincie limitrofe.

Conferenza Dagli scontri a Tor Sapienza agli insulti per le fotografie insieme a una famiglia Rom. Come cambia la società italiana. Arginare la paura, accettare le diversità

Intervengono:

  • Enrico Rossi, Governatore della Toscana
  • Carlotta Sami, Portavoce dell’UNHCR
  • Alessandro Simoni, Università di Firenze
  • Maria Omodeo, Cospe

Giovedì 22 gennaio 2015, ore 21,15, Sala dell’Istituto Stensen, viale Don Minzoni 25/c, Firenze. Con il patrocinio della Fondazione culturale Niels Stensen.


3.3 – Cicli di conferenze

Saranno organizzate dal Forum, o con la consulenza del Forum, conferenze e seminari da tenersi in collaborazione con scuole pubbliche e private, Consigli di Quartiere, Comuni e Province.

 

4 – PUBBLICAZIONI


4.1 – Quaderni Forum

Nel 2015 saranno pubblicati i seguenti volumi:

  • Gender and the European Union, a cura di Sonia Lucarelli, Quaderni Forum
  • Framing irregular immigration in security terms: the Libya case, di Michela Ceccorulli, Quaderni Forum
  • Giovani donne musulmane e la cittadinanza di genere in Italia, a cura di Ivana Acocella e Renata Pepicelli, Il Mulino

4.2 – Libri

Sono previste le consuete attività di ricerca all’interno del nostro istituto, che si concluderanno con la pubblicazione.

 

5. CENTRO DI DOCUMENTAZIONE


Il Centro di documentazione continua e consolida la propria attività:

  • Continuando ad arricchire il proprio patrimonio di libri, riviste e materiale grigio;
  • riorganizzando gli spazi degli ambienti e del materiale su scaffali aperti per favorire il lavoro dei ricercatori;
  • continuando la catalogazione della letteratura grigia (working papers, newsletters ecc.);
  • continuando e approfondendo la collaborazione con altre associazioni culturali fiorentine che sono ubicate nello stesso immobile, al fine di coordinare la politica di incremento delle rispettive biblioteche ed emeroteche;
  • promovendo il CdiD tra le scuole secondarie superiori e le università.

 

6. ALTRE INFORMAZIONI


Attività in collaborazione con altri Enti

Facoltà e Dipartimenti universitari italiani e esteri, Istituto Universitario Europeo, Circolo culturale “Vie Nuove”, Quartiere n. 3 (Firenze), Comune di Firenze ed altri comuni della Provincia di Firenze, Europedirect, Istituto Stensen, University of Syracuse in  Florence.

Risorse

I soci Forum svolgono attività di ricerca dell’Associazione. Tirocini per giovani di diversa provenienza (Syracuse University, Università di Roma Tre, Facoltà di Scienze politiche – Firenze; Università di Pisa; Università di Siena), borse di studio, collaborazioni temporanee per ricerca soprattutto con neo-laureati.