Che Genere di Cittadinanza? Voci dalla sponda Sud del Mediterraneo

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Che Genere di Cittadinanza? Voci dalla sponda Sud del Mediterraneo

OBIETTIVO  DEL PROGETTO


  • Identificare i cambiamenti teorici e pratici, se ci sono stati, che hanno investito la categoria di ‘cittadinanza’ nel pre e post Primavere Arabe attraverso l’esperienza e lo sguardo delle donne.
  • Analizzare il ruolo giocato dai movimenti di donne (religiosi e non) durante e dopo le Primavere Arabe e, più in generale, all’interno dei processi di democratizzazione.
  • Implementare la comprensione degli effetti dei processi di democratizzazione in Egitto e Tunisia e Marocco, paesi diversamente ma ampiamente coinvolti nei sommovimenti politici.
  • Identificare e stimare i bisogni specifici delle donne e la loro agenda.
  • Offrire gli strumenti per contribuire all’empowerment dei network femminili e dei gruppi nella società civile rafforzando i contatti e gli scambi tra donne religiose e non religiose, europee e africane potenziando la dimensione transnazionale.
  • Valutare l’efficacia del sostegno dato dalla comunita internazionale (politico e finanziario).
  • Analizzare il potenziale dei new media (Facebook, Twitter etc.) nell’agevolare la partecipazione delle donne ai processi di democratizzazione e alla prevenzione dei conflitti.
  • Diffondere i risultati nelle comunità politiche e accademiche e all’interno della società civile nella zona della sponda sud del Mediterraneo e in Italia.

DESCRIZIONE DEL PROGETTO


Gli avvenimenti comunemente noti come Primavere Arabe hanno messo in luce il vivace protagonismo delle donne, religiose e non, nella lotta al dispotismo e nell’affermazione di principi e pratiche democratiche. Ad un anno dai sommovimenti, però, la situazione appare per varie ragioni in una preoccupante impasse dove soprattutto lo status e la condizione delle donne sembrano essere  particolarmente incerti e subire gli attacchi più pesanti. Le voci delle attiviste che hanno partecipato alle proteste, dunque, saranno la cartina di tornasole per analizzare e fare un bilancio dell’effettivo avvio e realizzazione di dinamiche democratiche nel post Primavere Arabe in Tunisia, Egitto e Marocco, paesi che, in modi differenti, sono stati ampiamente coinvolti nei profondi sommovimenti socio-politici della sponda sud del Mediterraneo. La lente di genere, in altre parole, offre uno sguardo capace di rilevare eventuali anomalie e disfunzioni dei processi politici e di indicare possibili percorsi verso una piena cittadinanza delle donne.

Il presente progetto intende dunque ricostruire tale quadro a partire dalla voce delle protagoniste, adottando così una prospettiva dal basso che facendo interagire le varie narrative, si ponga come elemento di empowerment verso i soggetti femminili. Questi infatti, seppur cruciali, tendono a rimanere marginali rispetto al mainstream politico. Il progetto ricostruisce allora la partecipazione femminile attraverso le voci stesse delle donne per meglio comprendere le eventuali variazioni che hanno toccato il loro status di cittadine. Entro questa cornice, particolare attenzione sarà accordata al rapporto tra identità religiosa e identità politica: in contesti come Egitto, Tunisia e Marocco, caratterizzati da un’alta visibilità, anche politica, di gruppi religiosi (quali rispettivamente I fratelli Musulmani, Ennhada e il Partito di Giustizia e Sviluppo), e da situazioni di instabilità sia a livello istituzionale sia sociale, il nesso tra politica, religione e genere è cruciale per analizzare i processi di democratizzazione. A tal proposito, il progetto esplora le interazioni e/o le contrapposizioni lungo la direttrice religiosa/‘secular’ chiedendosi se le rivendicazioni democratiche portate avanti dalle donne abbiano trovato nell’appartenenza religiosa un ostacolo all’individuazione di un terreno comune di lotta e partecipazione. Anche in virtù del ruolo cruciale che i new media quali Facebook e Twitter hanno svolto nelle mobilitazioni, l’intento sarà quello di combinare l’analisi degli spazi fisici e virtuali di interazione tra le donne, con il duplice obiettivo di approfondire la comprensione dei processi avvenuti e ancora in corso ma anche di individuare punti di forza e di debolezza di ciascuna sfera di comunicazione. Si intende in questo modo fornire uno strumento di supporto alle donne coinvolte per migliorare le loro interazionioni e, più in generale, il loro ruolo nei processi di democratizzazione. Inoltre, poichè i sommovimenti socio-politici nella costa sud del Mediterraneo mostrano una interessante corrispondenza con analoghe dinamiche in atto in Europa, dove le donne musulmane sono sempre più visibili nella sfera pubblico-politica, il progetto intende assumere una prospettiva transnazionale, sollecitando e alimentando un dialogo e un confronto tra attiviste, religiose e non, che operano in contesti differenti. Anche in questo caso, l’obiettivo è quello di potenziare sia la comprensione dei processi in atto sia di implementare l’efficacia di azione delle  donne, offrendo uno spazio di incontro sia fisico (organizzazione di un workshop in Italia) sia virtuale (creazione di un blog). Consapevoli dell’importanza di leggere le varie esperienze in chiave comparativa e, dunque, dell’imprescindibilità sia a livello teorico sia pratico della dimensione transnazionale, sarà ulteriore obiettivo del progetto quello di far emergere, dalle voci delle attiviste, i limiti e le potenzialità del ruolo giocato dall’Unione Europea e dalle ONG nel periodo Post Primavere Arabe. In tal senso la ricerca intende, attraverso un approccio bottom-up, fornire indicazioni che possano essere di orientamento per quei soggetti che, operando nei contesti coinvolti, vogliano rendere la propria azione più efficace, inclusiva e democratica. Il Forum per i problemi della Pace e della Guerra può mobilitare studiosi e ricercatori che da tempo si occupano di conflict resolution, democratizzazione dei paesi arabi e delle tematiche modernità-secolarizzazione. Infine le operatrici Carla Fronteddu e Alessia Belli si occupano da anni di tematiche di genere, in particolare della relazione tra identità di genere ed identità religiosa e tra genere e cittadinanza con particolare attenzione al confronto fra sponda sud e nord del Mediterraneo.

Il progetto si articolerà nelle seguenti fasi:

  • Literature review su cittadinanza di genere nei paesi della costa sud del Mediterraneo (parallelo con la situazione italiana).
  • Mappatura dei network femminili nei paesi coinvolti (e in Italia).
  • Interviste ad attiviste (religiose e non) in Tunisia Egitto e Marocco.
  • Analisi delle interviste.
  • Individuazione claims a partire dalle interviste raccolte.
  • Creazione e mantenimento di un blog che diffonda l’obiettivo, le tappe e i progressi della ricerca e che ospiti un forum di discussione.
  • Organizzazione di un workshop in cui verranno presentati i risultati della ricerca. Tale evento costituisce un’ importante occasione di incontro tra le donne.
  • Il workshop intende offrire  indicazioni di policy making.
  • Valutazione degli aiuti politici e finanziari della comunita’ internazionale da parte delle stesse donne.
  • Individuazione delle loro necessità.
2016-11-11T16:25:01+00:00 31 Dicembre 2014|Ricerche|